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Libri-gioco o libri giocattolo?

Lo scorso 15 febbraio ho pubblicato un post ( La presunta accessibilità di fumetti e libri gioco ) relativamente al saggio di Fabio Venuda Riflessioni, strumenti e servizi per una biblioteca inclusiva nel libro a cura di Annalisa Brunelli e Giovanna Di Pasquale Un posto anche per me. Biblioteche e accessibilità (la meridiana, 2022). Nel suo saggio Venuda elencava risorse in formati accessibili tra cui mi aveva lasciato assai perplesso la presenza di “fumetti” e “libri-gioco”. Per quanto riguarda i fumetti, confermo quanto scritto nel post. Per quanto riguarda invece i libri-gioco devo ammettere di essere incappato in un equivoco. Quanto intende Venuda parlando di “libri gioco” non è (probabilmente, dato che nello scritto non è meglio specificato) i “libri game” e le narrazioni interattive su cui mi sono dilungato sul sul n. 2/2022 di Biblioteche Oggi Trends quanto piuttosto i “libri-gioco” come descritti da Loredana Farina in Il libro-gioco. un po’ mestiere un po’ passione (L. Farin...

Di pirati e bibliotecari

Sto leggendo Warez: The Infrastructure and Aesthetics of Piracy di Martin Paul Eve (Punctum Books, 2021, scaricabile liberamente dal sito dell’autore: https://eve.gd ). Il libro è un’analisi accurata della “Warez scene”, cioè della pirateria informatica digitale. L’analisi in particolare è condotta dalle prospettive: informatica, sociologica, politica. Procedendo con la lettura mi accorgo però che mancano due prospettive che al contrario si rivelerebbero fondamentali: quella “filosofica” e quella biblioteconomica. Questa lacuna è possibile riscontrarla quanto Eve (Professore di Letteratura, Tecnologia ed Editoria presso Birkbeck, Università di Londra e Visiting Professor di Digital Humanities presso la Sheffield Hallam University) spiega le regole interne di selezione e messa in condivisione delle opere digitali attraverso le procedure previste dalla “FLAC scene”, cioè da quella parte della pirateria digitale dedita alle opere musicali (FLAC sta per Free Lossless Audio Codec: è un “co...

La presunta accessibilità di fumetti e libri gioco

È da poco stato pubblicato dalle edizioni la meridiana il libro Un posto anche per me. Biblioteche e accessibilità a cura di Annalisa Brunelli e Giovanna Di Pasquale, nella collana del Centro Documentazione Handicap Accaparlante di Bologna. Si tratta di un libro agile ma non per questo meno utile ed importante per portare l’accessibilità nella progettazione e nella realizzazione dei servizi delle biblioteche. Oltre agli interventi delle due curatrici, il libro contiene saggi di Marco Muscogiuri, Fabio Venuda e Massimiliano Rubbi: ognuno ad offrire spunti, riflessioni e linee d’azione. Tutto perfetto quindi? In realtà forse no. Intendiamoci: si tratta di un libro assolutamente da leggere da parte di bibliotecari e di quanti sono coinvolti nella gestione e progettazione di biblioteche e servizi bibliotecari (amministratori su tutti). Però non posso nnascondere che, durante la lettura, ad un certo punto ho fatto un balzo sulla sedia. Il punto in questione è all’interno del capitolo Rifle...

Alzo gli occhi per dire sì: linguaggio, simboli e inclusione

Alla fine dello scorso anno la casa editrice Homeless Book di Faenza (specializzata in testi in Comunicazione Aumentativa, tra cui molti realizzati col modello inbook ) ha pubblicato la prima edizione italiana del libro Alzo gli occhi per dire sì di Ruth Sienkiewicz-Mercer e Steven B. Kaplan. Il libro è originariamente stato pubblicato nel 1989 col titolo I Raise My Eyes to Say Yes e l’edizione italiana ha visto la partecipazione di Steven Kaplan alle due presentazioni, una a Milano presso il Centro Benedetta D’Intino il 12 gennaio e un’altra a Granarolo (BO) presso L’Arche Comunità Arcobaleno il 13. Alla presentazione di Milano oltre a Kaplan hanno partecipato, in teleconferenza dagli Stati Uniti, anche John Costello (Speech Language Pathologist, Augmentative Communication Program Director at Boston Children’s Hospital, Massachusetts) e Howard Shane (Speech Language Pathologist, Director of the Autism Language Program and Communication Enhancement Program at Boston Children’s Hos...

Confederalismo democratico femminista tra Occidente e Medio Oriente (con Zerocalcare)

La maggior parte dei lettori sarà stata attratta (o magari anche indispettita, a seconda dell’ideologia di appartenenza) dall’ultimo libro di Zerocalcare No Sleep Till Shengal ( Bao ). Qualcuno sarà anche andato a recuperare e leggere il libro delle due co-protagoniste del viaggio narrato da Zerocalcare: La montagna sola. Gli ezidi e l’autonomia democratica di Şengal ( Alegre ) di Chiara Cruciati (giornalista del Manifesto esperta in questioni mediorientali) e Rojbin Beritan. Dubito invece siano pochissimi (anche per la lingua) ad avere recuperato il ricco saggio The Kurdish Women’s Movement. History, Theory, Practice ( Pluto Press ) della ricercatrice inglese di origini curde Dilar Dirik. Vorrei qui presentarli in parallelo perché mi sembra si completino egregiamente l’uno con l’altro. Parto con l’ultimo che è un denso e documentato ritratto delle lotte per l’autoderminazione delle donne nei territori del Kurdistan turco, iracheno e siriano (manca nel libro esplicitamente l’analisi ...

L'origine simbolica del linguaggio e lo sviluppo del linguaggio simbolico: la tesi di Aleana Percivalle alla luce di Derek Bickerton

La natura ha bisogno del linguaggio e dell’intelligenza che il linguaggio ha permesso all’essere umano di sviluppare (per quanto ci possa essere ragionevolmente chi dubiti dell’intelligenza degli odiatori seriali che la comunicazione dei social network ha svelato ed allevato)? Già Alfred Wallace, noto per aver formulato, in parallelo a Dar­win, una teoria evoluzionistica “per sele­zione naturale”, ne coglieva fin dall’inizio uno dei limiti principali: l’incapacità di spiegare perché la nostra specie abbia acquisito una mente “di gran lunga più potente” rispetto alle necessità adattative. A questo problema Darwin aveva tentato di rispondere ipotizzando che quella ridondanza cognitiva fosse l’esito “dell’uso continuo di un lin­guaggio perfetto”. Come però e perché si è evoluto il linguaggio consentendo alla specie umana di dominare la realtà che la circonda attraverso simboli? È la domanda a cui cerca di rispondere Derek Bickerton in Quello di cui la natura non ha bisogno. Linguaggio, me...