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I nostri valori, rivisti

Michael Gorman, già direttore dei servizi bibliotecari alla Henry Madden Library della California State University di Fresno, presidente dell'American Library Association, curatore della seconda edizione delle Anglo-American Cataloguing Rules e della relativa revisione, è anche autore di svariati libri tra cui, nel 2000, di  Our Enduring Values. Librarianship in 21. Century (tradotto in Italia col titolo  I nostri valori a cura di Mauro Guerrini per Forum Editrice nel 2002), vincitore dell'ALA Highsmith Award nel 2001 per la migliore opera di biblioteconomia, assai discusso a livello internazionale e fonte di ispirazione per molte bibliotecarie e bibliotecari tra cui il sottoscritto. Nel 2015 è uscita una nuova edizione del libro, appositamente riscritta dall'autore, dal titolo  Our enduring values rivisited: librarianship in an ever-changing world  pubblicata anche in italiano l'anno scorso, sempre a cura di Mauro Guerrini, col titolo  I nostri valori, riv...

Ritratti di comunisti (con Giovanni Gentile)

In seguito alla scomparsa di Samir Amin lo scorso 12 agosto, avevo inaugurato su Facebook una serie di post sul tema "ritratti di comunisti" un po' per provocare chi sui social sostiene che il mondo ed in particolare l'Italia del dopoguerra sia sempre stata sotto la loro egemonia salutando il nuovo governo gialloverde come liberazione e cambiamento, un po' per ripercorrere la mia strada decisamente non convenzionale ad una riflessione che sicuramente non è e non vuole essere ortodossa, ma che pure col comunismo si confronta come luce che rischiara le tenebre dell'agire umano. E in questa carrellata di ritratti mancavano infatti Marx ed Engels, mancava Lenin, mancava anche Gramsci (anche se si tratta di un autore di cui mi dolgo sempre di non avere sufficiente conoscenza e frequentazione). C'erano invece appunto il terzomondismo di Samir Amin. C'era la rivoluzione russa vissuta giornalisticamente da John Reed. C'era il comunismo sovietico celebra...

Calenda e l'educazione

Carlo Calenda due giorni fa ha twittato una frase che gli ha rivoltato contro - trasversalmente - il web. Ricordiamo che Calenda è stato dirigente d'azienda e Ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. Il 3 novembre ha twittato: Alle critiche ha risposto più volte, in particolare: L'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani (AESVI), in un post su Facebook sottolinea la personale avversità di Calenda per il medium che comunque non è stata lesiva del rapporto col settore durante la sua attività politica: Oggi abbiamo assistito ad una discussione molto accesa in seguito ad un tweet dell’ex Ministro Carlo Calenda sulla necessità di salvare i giovani dai “giochi elettronici” e dalla solitudine culturale ed esistenziale. Abbiamo incontrato Calenda non molto tempo fa, durante il suo incarico di governo come Ministro dello Sviluppo Economico. Ci fece subito presente la sua contrarietà ai videogiochi come genitore, ma nonos...

Baudrillard e la seduzione delle fake news

Sto leggendo Della seduzione di Jean Baudrillard (in realtà per altri motivi: in questo libro Baudrillard esamina le attività del giocare e del barare in un testo già pubblicato nell'estate del 2015 dal Manifesto e che ho analizzato qui ) e, improvvisamente mi ritrovo di fronte una riflessione estremamente pertinente sulla realtà attuale e che, per coincidenza, va a spiegare piuttosto bene un piccolo ma increscioso incidente occorsomi. Questo testo è stato pubblicato originariamente da Baudrillard nel 1979 (l'edizione italiana a cui faccio riferimento è quella SE del 1997 con traduzione di Pina Lalli) ed in esso mi sembra si possa dire che egli riprenda e traduca filosoficamente lo slogan sessantottino dell'immaginazione al potere. In Baudrillard l'immaginazione diventa la seduzione come una possibilità da contrapporre alla realtà del sesso (utilizzato come strumento di produzione e di riproduzione del valore e del potere) ed all'iperrealtà della pornografia e ...

Alla ricerca del gioco ben giocato: Bernie De Koven

Pensateci. Una riserva di giochi nel vostro garage, dove, ogni volta che lo volete, tutta la vostra famiglia può giocare. Dopo cena, magari, quando tutto è stato rimesso in ordine. Immaginate cosa significherebbe avere questo posto con tutti i giochi e i giocattoli e le cose con cui vi piace giocare - i giochi che piacciono ai ragazzi, i giochi che piacciono agli adulti, i giochi che piacciono a tutta la famiglia - tutti lì, a disposizione per quando abbiamo voglia di giocare. E c'è tutta la vostra famiglia, che gioca assieme e diventa, per breve tempo, una comunità di gioco, in uno spazio speciale che avete costruito assieme perché ciò possa accadere. E quando arrivano i vostri amici, anche loro diventano parte della comunità di gioco, ed anche loro costruiscono le loro riserve di giochi, cosicché mai, mai più dovrete fare l'esperienza di non avere nessun posto in cui giocare quando avete voglia di giocare. E pensate a cosa potrebbe accadere al lavoro quando, magari per u...