![]() |
Anna Campell |
![]() |
Eddi Marcucci |
Mi sia consentito dedicare il 25 novembre a due donne straordinarie. Due ragazze in realtà. Una non è più con noi, l'altra invece è esattamente qui, ma le viene dedicato l'esatto contrario del tributo e del rispetto che meriterebbe.
La prima è Anna Campbell (conosciuta anche col nome curdo Hêlîn Qereçox) morta a 26 anni nel 2018 nella difesa di Afrin. Traduco dalla pagina inglese di Wikipedia a lei dedicata:
Anna Montgomery Campbell (1991-15 marzo 2018), nota anche come Hêlîn Qereçox, è stata una femminista britannica, anarchica e attivista per l'abolizione della prigione che ha combattuto con le Unità di protezione delle donne (YPJ) nel conflitto del Rojava della guerra civile siriana.
Durante il conflitto in Rojava, Anna Campbell ha combattuto con l'YPJ nella campagna di Deir ez-Zor, un attacco allo Stato islamico dell'Iraq e alla roccaforte del Levante di Deir ez-Zor. È stata anche coinvolta nelle attività dell'YPJ a sostegno dei diritti delle donne in Kurdistan. Secondo il New York Times, è stata mossa dalla difesa di "una regione autonoma, per lo più curda, nel nord della Siria, conosciuta come Rojava, i cui leader sostengono una politica laica, democratica ed egualitaria, con pari diritti per le donne".
Anna Campbell è rimasta uccisa da un attacco missilistico delle forze armate turche durante l'operazione militare nel cantone di Afrin, operazione Olive Branch.
Anna Campbell è stata l'unica donna britannica a morire combattendo per l'YPJ.
Dopo l'annuncio della morte di Anna, suo padre ha avviato una campagna per recuperare il suo corpo, che non poteva essere localizzato dalle organizzazioni umanitarie fino a quando non era in vigore un cessate il fuoco nella zona. Dirk Campbell ha accusato il governo britannico di "una totale mancanza di proattività" nell'aiutare a recuperare il suo corpo, che ancora oggi giace nel campo di battaglia.
A lei il cantautore inglese Lee Brickley ha dedicato la commovente ballata Anna's Song (nell'album Songs for Rojava):
commentandola con le seguenti parole:Anna Campbell (Hêlîn Qereçox) è stata la prima donna britannica a cadere proteggendo la Siria settentrionale e il popolo di Afrin dall'ISIS e dallo Stato turco fascista. Il governo britannico si è rivelato inutile nella campagna per il rimpatrio del corpo di Anna, e il suo silenzio su questo argomento la dice lunga sul rapporto dello Stato britannico con uno dei regimi più oppressivi e corrotti del mondo. Anna's Song è il mio tributo più profondo e sentito a una donna straordinaria che non deve mai essere dimenticata. La sua storia ispirerà milioni di altri a combattere contro il fascismo e promuovere la rivoluzione femminista in Medio Oriente e in tutto il mondo. Per l'Angelo di Afrin.
La seconda donna è Eddi Marcucci, all'anagrafe Maria Edgarda Marcucci. Nata a Roma 29 anni fa e residente a Torino, si è arruolata nel 2017 nell’Unità di protezione delle donne (Ypj), e si è trovata alla prima esperienza sullo stesso fronte di Anna, ad Afrin, nella provincia di Aleppo, nella proibitiva difesa di un cantone invaso da ventimila miliziani jihadisti sostenuti da terra e dal cielo dalla Turchia. A differenza di Anna, Eddi è tornata a casa e chi ha messo il badge "Je suis Charlie" ed è rimasto inorridito dalla violenza fisica e culturale dell'integralismo islamico si sarebbe atteso per lei un riconoscimento, una medaglia, quanto meno un ringraziamento ufficiale. Al contrario, al suo rientro in Italia nello scorso marzo, assieme ad altri 5 compagni internazionalisti nella guerra al fondamentalismo islamico e per la società aperta, ambientalista e femminista che i curdi stanno tentando di costruire in Rojava, la Procura di Torino l'ha accusata di essere “socialmente pericolosa” sottoponendola alla misura di "sorveglianza speciale": questa ordinanza limita la sua libertà di movimento e di riunione, costringendola a rimanere a casa tra le 21 e le 7, impedendole di lasciare Torino o di incontrare più di cinque persone e limitandole l’accesso agli spazi pubblici compresi supermercati e bar. Alla stregua di un qualsiasi radicalizzato islamista. Qui come racconta in modo partecipato la vicenda Zerocalcare a Propaganda Live della settimana scorsa:
Due donne straordinarie, due esempi di persone che hanno messo da parte le comodità e gli affetti per andare a difendere i valori dell'uguaglianza, della democrazia, della tolleranza, della parità di genere, di religione contro stati solo in apparenza opposti come lo stato islamico e la Turchia, uno nemico dell'Occidente, l'altro in apparenza suo alleato, ma che antepone sempre i propri interessi neocoloniali e la supremazia della religione in un contesto solo apparentemente laico (che l'Italia e l'Europa a parole minacciano di sanzioni ma che invece continuano a foraggiare a fondo perduto sotto minaccia di Erdogan di lasciar passare in Europa i profughi siriani che le sue stesse guerre hanno causato e che continuano a considerare partner strategico per tutta l'industria bellica). Due esempi per tutti i maschi che continuano ad opporsi direttamente o con l'inerzia al riconoscimento del ruolo delle donne nella società, ma anche a certe femmine che hanno introiettato il sistema patriarcale e lo perpetuano all'interno soprattutto dell'ambito familiare e sociale.
Commenti
Posta un commento