Prezzo degli ebook #librinnovando

"Essendo tutto il giorno al banco prestiti" (per citare - a memoria - Virginia Gentilini) seguo Librinnovando (http://www.librinnovando.it/) via twitter tramite hashtag #librinnovando e leggo che Roncaglia sostiene che in futuro gli ebook di livello non costeranno di meno del libro cartaceo.

La mia reazione è: continuiamo così, facciamoci del male! E vedremo le case editrici affondare esattamente come hanno fatto le case discografiche. oggi se vado su Amazon e cerco "No shelf required 2" delle edizioni della American Library Association (e perciò presumo un libro di qualità a livello professionale e accademico) scopro che il cartaceo costa € 72,41 e l'ebook € 37,55. Praticamente la metà.

Addendum del giorno dopo (perché poi al banco prestito non c'è tutto questo tempo libero): una possibile obiezione è: la previsione è per il futuro e tu parli del presente. Ragioniamo. Se veramente l'ebook prenderà piede, la produzione di libri si sposterà progressivamente verso l'elettronico ed il libro cartaceo - venendone prodotte meno copie - costerà di più (per la materia prima, per gli impianti di stampa, che verranno ammortizzati su un numero minore di copie). Il futuro razionalmente da attendersi è il prezzo di un ebook che mediamente si aggira attorno ai € 10 (tendenzialmente il prezzo di un paperback attuale) e il libro cartaceo utilizzato sostanzialmente come oggetto d'arte e da collezione con prezzi sensibilmente più alti anche rispetto a quelli presenti prima della Legge Levi.

Secondo addendum (da Facebook):

Roncaglia: Ho detto che in futuro gli e-book di qualità non saranno fatti di solo testo: conterranno materiali multimediali, infografica animata per la visualizzazione dei dati, e strati di servizio che si aggiungono agli strati di contenuto. Realizzare bene tutto questo - e in molti casi acquistare i relativi diritti - produrrà e-book che NON costeranno meno del cartaceo, e in alcuni casi costeranno di più, ma che avranno un contenuto informativo molto maggiore. Ovvio che l'e-book che si limita a riprodurre il contenuto di un libro a stampa, senza altro valore aggiunto, dovrà costare meno del corrispondente libro a stampa.
Mazzetta: sugli enhanced ebook concordo che potranno essere opere estremamente interessanti, multimediali nel vero senso del termine, e a questo punto mi aspetto che il loro costo mediamente possa allinearsi a quello di ciò che oggi nel mercato più si avvicina a tali tipologia, ovvero i videogiochi (mediamente € 60-70). ma a questo punto penso che la definizione di ebook per queste opere vada un po' stretta... 
Roncaglia: Non credo che il prezzo di un e-book con contenuti multimediali debba salire al livello dei videogiochi, in cui c'è un lavoro di programmazione di tutt'altro tipo: per opere di alto livello mi aspetto prezzi fra i 12 e i 25 dollari. E secondo me fra una ventina d'anni l'e-book di puro testo non avrà più molto senso, perché anche le edizioni dei classici avranno sopra strati di servizio. Già oggi, Kobo suggerisce al riguardo alcune idee interessanti. Ma non credo neanche che si debba necessariamente spezzare il legame con la forma-libro, per arrivare a oggetti 'del tutto nuovi'. Un esempio interessante è l'edizione Touch Press di The Waste Land (http://www.touchpress.com/titles/thewasteland/). Costa 13.99 (circa il doppio di una buona edizione in brossura), offre molto di più, e tuttavia la testualità scritta resta centrale. Un altro esempio che promette bene è http://www.touchpress.com/titles/leonardo-da-vinci-anatomy/, in cui la partenza sono i disegni anatomici di Leonardo (dunque contenuti grafici) e le integrazioni sono sia testuali sia multimediali. Concordo invece che titoli pur di altissimo livello come The Elements o i lavori dei Carraro per Mondadori Education abbiano legami meno forti con la forma-libro tradizionale (pur restando secondo me più vicini alla forma-libro che al videogioco). 
Mazzetta: d'accordo, ma già oggi un testo accademico/professionale si aggira e spesso supera i € 50 ($ 66). perché i prezzi dovrebbero abbassarsi così drasticamente se c'è un'aggiunta reale di valore (e si tratta di qualcosa realizzato ex novo, non una riproposta, per quanto arricchita, di classici)? inoltre è chiaro che vg ed ebook rimarranno cose diverse, ma è altrettanto lecito attendersi - imho - che il mercato tenderà ad omogeneizzare anche a livello di costi prodotti merceologicamente simili (multimediali interattivi)... 
Roncaglia:  il mio discorso in effetti non riguardava in alcun modo i testi accademico-professionali, che hanno un mercato specifico e assai diverso da quello dell'editoria trade.
 Mazzetta: dunque: il discorso non riguarda romanzi/saggistica e non riguarda i testi accademico/professionali(/scolastici)? quali sono allora questi "ebook di qualità"? cosa riguardano? ci rimane praticamente la varia (cucina/diete/guide turistiche) e i libri per ragazzi... per certi aspetti in effetti sulle guide turistiche ci vedo un plus possibile nelle edizioni elettroniche (magari interfacciabili con tomtom-like, con guide - richiamabili a vari livelli d'approfondimento - per i monumenti di nostro interesse, la possibilità d'avere sempre aggiornati i racapiti d'hotel, ristoranti, magari pure con la possibilità di recuperare le varie valutazioni d'autore o social, ecc.) e in effetti una guida enhanced avrebbe un suo senso anche ad un prezzo maggiore di quello attuale (e ricordo che ad es. una guida Lonely Planet si aggira sulle € 25 in media). ma si tratta fondamentalmente di un mercato di nicchia. altro discorso per i libri per ragazzi, ma qui davvero ci stiamo avviando (nel bene e nel male) ad una contaminazione coi videogiochi, che per altro non è un novum ma riprende quanto già avvenuto all'inizio del medium quando le avventure grafiche e i gdr non erano molto più che libri-game elettronici...
 Roncaglia: In primo luogo, attraverso l'aggiunta di strati di servizio. Come accennavo sopra, Kobo ne offre una prima idea cone le sue edizioni di Alice e di Pride and Prejudice, in cui sono marcati luoghi (reali e immaginari) e personaggi. Ho toccato il tema degli strati di servizio nell'intervento 2011 alle Stelline, lo discuterò a fondo in un lavoro che spero sarà pronto entro l'estate. In alcuni casi, anche attraverso contenuti; un buon esempio è http://www.youtube.com/watch?v=mH5EcM8H3HE. Ovviamente, come già detto, se l'e-book è invece identico alla versione a stampa, dovrà costare di meno.
Mazzetta: è sicuramente un esempio interessante, ma il mio dubbio è: c'è mercato per questo genere di pubblicazioni? e ovviamente non mi sto riferendo ad un mercato di nicchia (perché cose di questo genere esistevano anche prima dell'iPad: ad esempio The Beat Experience http://www.amazon.com/The-Beat-Experience/dp/1559407026) ma al mercato che traina il settore con i vari Cussler, Steel, Patterson et similia. perché l'ipertesto era già un'entità chiara fin dal '45 ma ha dovuto attendere il Web per essere concretizzato nella vita della società. e fondamentalmente l'esempio di On the Road riporta esattamente a quello che avevo detto qualche post fa, ovvero alle guide di viaggio (cioè OTR utilizzato come una guida di viaggio digitale e multimediale): un settore chiave nell'editoria, ma non certo chiave nello sviluppo di tutta l'industria. onestamente io penso che buona parte di questo businness avrà una soglia 0 di gratuità o quasi gratuità legato a forme di sostanziale self-publishing, a cui si andrà a sovrapporre un livello 1 dove quello che ha successo a livello 0 verrà ripreso, editato, arricchito, distribuito, tradotto, ecc., in una parola curato editorialmente per generare profitto per l'autore e per l'editore. è il caso di Metro 2033, un romanzo/saga che continua ad essere contemporaneamente disponibile gratuitamente sul web e a pagamento in cartaceo. è il caso dei libri dei Wu Ming disponibili da sempre liberamente in formato elettronico sul loro sito e a pagamento in cartaceo.
In questo senso probabilmente assisteremo ad un esplosione di edizioni: l'edizione 0 (gratuita o quasi); l'edizione 1 (la versione cartacea o comunque editoriale di base a un prezzo di poco superiore); l'edizione enhanced tipo l'On the Road App, ad un prezzo superiore perché con contenuti aggiuntivi ma destinata alla nicchia dei fan. in più probabilmente cominceranno ad arrivare formati spuri (il film+il libro+il fumetto+il vg+...) per rendere l'esperienza (ormai non più solo di lettura) la più totalizzante ed appassionante possibile. per l'autore probabilmente a questo punto più che dal ricavato della vendita delle copie il guadagno arriverà dalla vendita dei diritti ai vari settori mediali dell'industria dell'intrattenimento...
Roncaglia: Concordo in pieno. Credo anch'io che si possa arrivare a situazioni in cui il contenuto di base è gratuito o quasi, e la valorizzazione editoriale dipende dall'aggiunta di strati di servizio o di contenuti integrativi e dalle varie 'rimediazioni' possibili dei contenuti. Per quanto riguarda i CD-ROM Voyager (Beat Experience, Poetry in Motion, Gould, e il mio preferito, quello tratto da The Society of the Mind di Minsky), è vero che avevano un mercato abbastanza di nicchia, ma è anche vero, credo, che l'iPad ha cambiato parecchio le carte in tavola. In sostanza (mi pare che l'abbia scritto da qualche parte lo stesso Bob Stein), la Voyager con First Person faceva meravigliose trasposizioni in CD-ROM ma non aveva a disposizione le interfacce hardware giuste per renderne possibile un'esperienza 'comoda'. Ora queste interfacce *cominciano* ad esserci. La situazione non è ancora ideale: con la scissione fra e-reader basati su e-paper e tablet multimediali, un progetto come Pottermore (che è un po' l'esempio per eccellenza di largo mercato) deve affiancare anziché integrare testo e contenuti 'enhanced': il suggerimento del sito (http://www.pottermore.com/) di 'navigare mentre si legge (o rilegge) il libro' è sintomatico di una situazione nella quale le possibilità dell'e-book arricchito non sono ancora pienamente sfruttate. D'altro canto, il modello è esattamente quello dell'allargamento attraverso strati aggiuntivi: Pottermore offre uno strato integrativo; lo fa in maniera gratuita e proponendo a pagamento il contenuto primario (l'e-book), ma - una volta che si superi la scissione fra i due hardware e si arrivi a disporre sempre di hardware multimediali - il capovolgimento del peso delle due componenti è inevitabile...
Terzo (ed ultimo) addendum:
I tre livelli di editoria che ho pronosticato non me li sono inventati di sana pianta, li ho in qualche modo adattati dal paradigma economico in vigore presso l'industria della musica leggera. Il livello 0 corrisponde a quello di Internet attraverso cui (volenti o nolenti) la musica viene distribuita e scambiata spesso a costo zero per l'utente. Il livello 1 è quello del tradizionale canale discografico, nel quale oggi le case produttrici riscoprono le virtù del vinile (maggiore qualità sonora, minore riproducibilità fisica). L'edizione enhanced è il concerto, l'evento, il cofanetto, e anche qui il profitto vero non è nella vendita di copie quanto nella vendita dei diritti (ad esempio per l'inserimento di una canzone in una colonna sonora o in uno spot commerciale).
Per quanto riguarda il discorso sul self-publishing: un certo livello di self-publishing esiste anche a livello cartaceo, ma qui l'orizzonte è limitato dai costi necessari per produrre un determinato numero di copie e soprattutto dall'impossibilità di raggiungere una significativa distribuzione. Con l'ebook e con Internet questi problemi sono di fatto azzerati ed ognuno ha la possibilità - con costi contenuti - non solo di rendere pubblico il proprio libro, ma anche di posizionarlo su una vetrina potenzialmente infinita. Per questo l'impatto del self-publishing sarà estremamente diverso (e secondo me alla lunga dirompente sugli equilibri editoriali) rispetto a quanto avvenuto per l'orizzonte del libro cartaceo. Non sono tuttavia tutte rose: ci sono state, nell'orizzonte cartaceo case editrici spesso piccole e coraggiose (un solo esempio: Transeuropa) che hanno fatto una vera e propria politica di editoria culturale. Ovviamente (?) la disintermediazione dell'orizzonte elettronico rischia di mettere in secondo piano questa politica pure estremamente utile. Ma non è forse molto sensato lamentarsi di ciò dato che già oggi la politica culturale di gran parte degli editori è proporre non quello che può essere culturalmente valido, ma esclusivamente quello che può fare box office, anche aggirando la Legge Levi pubblicando in rilegato al costo riservato ieri alle seconde edizioni in brossura...

PS: Per finire un doveroso ringraziamento a Gino Roncaglia che si è prestato al dibattito nonostante il mio "aggancio" provocatorio e un po' cafone...

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