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venerdì 7 ottobre 2016

Lupoi e gli ipocriti ma zelanti supporter della riforma Renzi-Boschi

Marco Marcello Lupoi, di un anno più giovane di me, è il massimo esperto di fumetto Marvel in Italia e probabilmente uno dei massimi esperti a livello mondiale. Mi ricordo che tanti anni fa lo intervistai a casa sua assieme allo staff del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona (c'erano Fenti, Galletti, Ginevra ed un quarto di cui non ricordo il nome, sorry) e il mio approccio era di reverenza assoluta. Approccio che ho tutt'ora se Lupoi parla di fumetti.
Purtroppo negli ultimi tempi, dalla sua bacheca Facebook s'è messo a fare spietatamente propaganda per Renzi e per il Sì alla sua Riforma della Costituzione. E, diciamolo onestamente, Lupoi non è che abbia la stessa competenza che ha in materia di fumetto anche in campo di diritto costituzionale. Ma, data la vasta platea di follower, trova sempre chi lo spalleggi anche quando scrive o condivide emerite scempiaggini.
Ad esempio (riporto quanto segue forte del fatto che Lupoi ha impostata la privacy del suo post come "pubblica" e in quanto tale tutti posso vedere sia il suo post sia i commenti ad esso) questa condivisione di un post di Dario Ballini D'Amato (la sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/darioballini, il suo profilo Twitter: https://twitter.com/darioballini, la sua pagina Tumblr: http://memoriediunprovocatore.tumblr.com):

È imbarazzante la lettera dell'insigne archeologo e giurista honoris causa Salvatore Settis a Napolitano.
Il professor Settis sostiene che qualora passasse la riforma si potrebbe eleggere il Presidente della Repubblica con soli 220 voti (i tre quinti).
Non so come funzioni la matematica a casa del professor Settis ma a casa mia i tre quinti di 730 (630 deputati +100 senatori) è 438.
Imbarazzante.
A dir poco.
Link al post di Lupoi: https://www.facebook.com/mlupoi/posts/10155382088378065
Si fa riferimento alla lettera che si può leggere qui. Da qui in poi si inserisce una discussione in merito tra il sottoscritto e tal Filippo Mazzoli (la sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/fmazzoli3). Non sono un esperto di diritto costituzionale, ma sono un esperto di documentazione, e quando vedo scritto che Settis sbaglia i conti dei voti necessari ad eleggere il Presidente della Repubblica, non do per buona né la critica né il conto di Settis: vado a documentarmi... qualcuna delle cose che ho trovato - il primo link, ad esempio - è volutamente provocatoria, ma alla fine salta fuori che il conto di Settis è tutt'altro che sbagliato (anzi al limite è prudente perché non considera la possibilità - remota ma non esclusa - che le nuove regole per l'elezione del Presidente della Repubblica, introducendo il concetto di "votanti" al posto di "assemblea" riducano ancor più il numero minimo di voti necessari per l'elezione fino al rischio di vero e proprio vulnus del concetto di democrazia parlamentare che sarebbe costituito dall'elezione di un Presidente da parte di un'unica forza parlamentare non maggioritaria nel Paese) e che la propaganda filorenziana continua ad ignorare spudoratamente la realtà ed a spalare merda su chiunque non sia d'accordo - in primis Settis - pur di propagandare il proprio miracoloso "medicine show".
Per questo mi sembra sia utile consigliare a Marco Marcello Lupoi di continuare a parlare di quello che conosce bene - i fumetti - e di votare quello che ritiene giusto (diritto per cui, a prescindere da quale si il voto di Lupoi, tutti dobbiamo sempre lottare attivamente) ma di astenersi dal proporre discorsi sulla politica e sul diritto, direttamente o indirettamente, senza prima documentarsi adeguatamente, spacciando per buono ai suoi follower quello che invece è letame prodotto da hater.
Poi, se qualcuno ne ha voglia, ecco il battibecco. Consiglio al massimo di seguire i link di approfondimento che possono offrire utili spunti di riflessione.

Mazzoli:
evidentemente l'insigne archeologo è rimasto al sistema vigesimale, in uso per esempio fra i Galli; a occhio e croce i conti tornano.

Mazzetta:
In realtà la Riforma è MOLTO peggio di quanto paventato da Settis. Infatti la riforma testualmente prevede che: "Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti." Il che paradossalmente potrebbe significare che "Estremizzando le possibilità, in casi eccezionali ma non evidentemente impossibili, cinque parlamentari (o anche solo senatori) potrebbero assicurare il “numero legale”, mentre tre di essi potrebbero eleggere un Presidente della Repubblica" (http://katehon.com/.../come-possibile-che-nella-riforma...).
Mazzoli:
E, estremizzando, ora 3 deputati e 3 senatori possono votare qualsiasi legge, con maggioranza di 2.
Tesoro, mai sentito parlare di numero legale?
Mazzetta:
È tutta sera che cerco di capire come si risolva questa anomalia. Se mi fornisci i riferimenti normativi (evidentemente non presenti nella riforma che parla genericamente di votanti) te ne ringrazio 
Mazzoli:
Qualsiasi votazione è invalidata se manca il numero legale. Controlla il regolamento delle camere
Mazzetta:
Comunque il numero legale riguarda le presenze. Il regolamento per l'elezione parla di votanti. Non è la stessa cosa. 
Mazzoli:
Torniamo all'ABC; in un'assemblea i presenti in aula sono anche i votanti. Questi possono votare o astenersi, fa testo il numero complessivo.
Mazzetta:
chi si astiene non vota e quindi non entra nel numero dei votanti, pur essendo presente e rendendo valida la seduta. è evidente come la riforma aggiunga un'ambiguità (e quindi una complessità) assente nel testo originale. BTW da notare anche qui come quindi non sia così assurdo il calcolo di Settis, condotto evidentemente sul numero minimo di parlamentari e senatori necessario per validare la seduta 
Mazzoli:
Francesco, ripeto l'invito a consultare il regolamento. Inoltre, se.sei presente e non voti la colpa è ancor più tua, non credi?
Mazzetta:
sì, è colpa mia ma: 1) è comunque un elemento di ambiguità prima assente; 2) non entri nel merito del calcolo di Settis giudicato erroneo da D'amato e da MML che l'ha riportato. 
Mazzoli:
guarda, ti metto io il link:http://www.camera.it/leg17/438...è quello della Camera, per il senato cercalo.
Tutto questo per dirti che le votazioni prevedono la presenza di un numero minimo di deputati, altrimenti non sono valide. La tesi di Settis finisce fra quelle pretestuose immediatamente, dato che salvo il diverso numero dei senatori la situazione non cambia rispetto ad oggi. Insomma, è fuffa.
 Mazzetta:
Allora: quando il Parlamento si riunisce in seduta comune si applica il Regolamento della Camera dei deputati. Dal regolamento della camera si legge (Art. 46) che: "Le deliberazioni dell'Assemblea e delle Commissioni in sede legislativa non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti." Per maggioranza, ove non si richieda maggioranza qualificata, si deve intendere la metà più uno. E quindi il calcolo di Settis è giusto (dato che la metà+1 degli aventi diritto al voto rideterminati dalla riforma diviso cinque per tre fa esattamente il numero da lui indicato). Mi sa proprio che la fuffa sia invece quella di Renzi e di voi suoi accoliti.
Mazzoli:
La fuffa è come dicevo di chi tira fuori falsi problemi; tu hai citato all' inizio elezioni del PDR con 3 deputati. Non non si può fare. Elezioni scandalo con 220 parlamentari? Non si può fare, ne servono almeno 365 in aula. Un eletto con 220 voti? In teoria si può, se i parlamentari se ne infischiano. Esattamente come oggi, con 945 parlamentari, si potrebbe eleggere con 276.
Io questi ragionamenti li chiamo fuffa.
Mazzetta:
È sfruttando debolezze come queste che avvengono i colpi di stato. Renzi vuole un colpo di stato? No: ma le ambiguità a cui la sua riforma espone la costituzione ne aumentano il rischio
Mazzoli:
Ma che cazzo di ambiguità, se ESISTONO già?
Mazzoli:
Se vogliamo far teoria, allora chiediamo di sceneggiate un nuovo album: Renziz il terrore dallo spazio
 Mazzetta:
dal sito Bastaunsì e quindi dalla TUA di parte: "La Costituzione riformata prevede che per le prime tre votazioni il Presidente debba essere eletto dai 2/3 del Parlamento in seduta comune (dunque 487 voti). Dal quarto al sesto scrutinio, le il quorum necessario sarebbero i 3/5 dei voti degli aventi diritto (438 voti), dal settimo scrutinio in poi i 3/5 dei votanti effettivi e non dei componenti." Dal che si deduce che nella vecchia Costituzione il n. minimo di parlamentari+ senatori è la maggioranza dell'assemblea, cioè 505 voti (http://www.internazionale.it/.../come-si-elegge-il...) e non 365 come sostieni, numero assolutamente diverso da quello proposto da te, da Renzi e dai suoi accoliti per l'elezione del futuro presidente a partire dal settimo scrutinio cioè i tre/quinti dei votanti, che, fatta salva la presenza del quorum (maggioranza semplice) e supponendo che nessuno si astenga arriva come hai ammesso a 220 voti. Se qualcuno si astiene (perchè? mai sentito parlare di Scilipoti e compari?) anche meno. Bella la riforma! Ma soprattutto BELLA LA VOSTRA FACCIA DI BRONZO, LA VOSTRA INCOMPETENZA, LA VOSTRA VOLONTA' DI STRAVOLGERE L'ANIMA STESSA DELL'ITALIA PER SVENDERLA ALLA FINANZA INTERNAZIONALE. Sai cosa ti dico? Meglio i fascisti di voi! #iovotono e mo' son convinto più di prima!
Qui lo screenshot di tutta la discussione:




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