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Di come Google ci vende tutti al miglior offerente

E' notizia recente della multa di 4,34 miliardi di euro comminata dall'Unione Europea a Google " per aver usato Android come mezzo per costruire un monopolio nella raccolta pubblicitaria nella telefonia mobile " ( Benedetto Vecchi Il sovranismo digitale nel risiko della Rete , Il Manifesto 19/07/2018 ). In questo contesto la lettura del libro Algorithms of Oppression: How Search Engines Reinforce Racism  di Safiya Umoja Noble ( NYU Press, pubblicato lo scorso febbraio ) è estremamente illuminante e chiarificatore. Tra l'altro la scelta di non citare esplicitamente Google nel titolo e di preferire il generico "search engines" è probabilmente editoriale, perché l'autrice, già professionista di alto livello nel settore digitale e ora docente di Information Studies alla Annenberg School of Communication University of Southern California, esamina praticamente in maniera esclusiva il motore di ricerca di Google. Noble parte dalla constatazione che il m...

Hashtag Critlib

Ho appena terminato di leggere la raccolta, curata da Karen P. Nicholson e Maura Seale, di saggi presenti nel libro The Politics of Theory and the Practice of Critical Librarianship  (Sacramento CA, Library Juice Press, 2018). Si tratta di una raccolta di contributi sulla comunità legata a #critlib  di cui riporto la descrizione di Nora Almeida, una della autrici del volume: #critlib ("critical librarianship") is an intellectual activist movement indebted to both postmodern educational theory and social protest movement culture. [...] As a symbol, the #critlib hashtag evokes a dispersed collective of librarians who ascribe to certain shared values that inform their work in libraries. [traduzione mia: #critlib ("biblioteconomia critica") è un movimento di attivismo intellettuale debitore sia alla teoria educativa postmoderna (ripetutamente citata nel volume l'opera di Paulo Freire) sia alla cultura del movimento di protesta sociale. [...] In qualità di simbo...

Del perché sono un rompiballe

Bruno Ballardini (da Wikipedia ) Lo premetto e lo ammetto: sono un rompipalle. Non sono uno di quelli che si fa esclusivamente i cazzi suoi senza mai fare caso a quello che gli altri pubblicano sui loro social. No: compatibilmente con lo scarso tempo libero a disposizione sono uno di quelli che se capita su un vostro post, lo legge, se gli piace gli mette il  like  e se non è d’accordo vi scrive un bel c ommento spiegandovi perché, seco ndo lui, le cose non stanno come postate voi. In particolare, avendo una certa competenza di “information  literacy ”, niente di più facile che, se incautamente condividete una  fake  news che vi ha incuriosito o fatto indignare, vi venga a riprendere sottolineando come la notizia da voi riportata sia una bufala, linkandovi nel contempo le fonti a sostegno del mio giudizio. Raramente ho tolto l’amicizia o ho smesso di seguire qualcuno. Se escludiamo qualche campione che sarebbe stato maggiormente degno di segnalazione per p...