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Temporalità di Heidegger e Attualismo di Gentile

Tempo fa, in un’omelia durante una messa, il parroco ha criticato la concezione di “essere per la morte” di Heidegger contrapponendola all’“essere per la vita” della religione cattolica, in particolare all’“essere per la vita eterna”, per la vita che ci aspetta oltre la morte. In questi giorni, spinto da questo pensiero, ma anche continuando una linea di ragionamento già abbozzata qui , ho affrontato la lettura di Essere e tempo di Martin Heidegger. Ovviamente Heidegger l’ho studiato all’università, ma le letture fatte, oltre ai testi come quello dedicato a lui da Vattimo ed a saggi presi da diverse opere, non avevano mai finora compreso l’opera maggiore e più famosa. Eccomi quindi a recuperare un testo acquistato circa 25 anni fa e poi riposto in attesa di tempo ed ispirazione. Ed il piacere di scoprire che il timore un po’ reverenziale che aveva contribuito a tenermene distante non era giustificato, o almeno non del tutto. L’opera è sì complessa ed oscura, ma riesce ad esprimere chia...

Licosa...

Logo Licosa Sta in questi giorni, per altro un po' sonnacchiosi per la mailing list dei bibliotecari italiani AIB-CUR , animandosi un dibattito dedicato alle sorti di Licosa Sansoni Srl , come recita il suo sito "la maggiore Libreria Commissionaria italiana". La richiesta di informazioni sullo stato di salute dall'azienda a seguito di disservizi nella mancata attivazione di abbonamenti ha prodotto diversi altri interventi che riferivano analoghi problemi. Ma il motivo per cui sto scrivendo qui è l'articolo da Il Giornale del 26 maggio 2016 - citato in lista da un intervento di Gabriele De Veris - in cui il giornalista Luca Romano pone a Antonio Quintino Chieffo, amministratore delegato di AC Finance ed a Giovanni Gentile, Presidente del Consiglio di Amministrazione nonché Legale rappresentante di Licosa Sansoni Srl qualche domanda sulla cordata di industriali da cui si spera arrivi il salvataggio della storica ditta che risale al filosofo e Ministro dell...

MARCELLO VENEZIANI E L'ITALIA PENSATA DA GENTILE

[Quella che segue è una recensione della raccolta di scritti di Giovanni Gentile a cura di Marcello Veneziani Pensare l'Italia  (Le Lettere, 2013) scritta per il manifesto ma mai pubblicata.] Recentemente Marcello Veneziani ha curato per la casa editrice Le Lettere un'antologia di scritti di Giovanni Gentile che ha intitolato  Pensare l'Italia  (come un'antologia di scritti gramsciani curata da Giuseppe Vacca e pubblicata dall'Unità nel 2004). L'intenzione di mettere in evidenza l'attenzione di Gentile a "pensare l'Italia" sarebbe senz'altro meritoria, tanto più che nel saggio ad introduzione del volume Veneziani tratteggia un ritratto sintetico ma accurato della parabola filosofica e civile del filosofo di Castelvetrano offrendo un giudizio equilibrato e condivisibile della suo supporto al fascismo. Giustamente Veneziani rifiuta di avallare la "vulgata" che vuole Gentile filosofo del fascismo rilevando come la filosofia di G...

Contro il concetto di compenso per il lavoro

Nella lettura della nietzscheana Volontà di potenza (Friedrich Nietzsche La volontà di potenza  Frammenti postumi ordinati da Peter Gast e Elisabeth Forster-Nietzsche; nuova edizione italiana a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, Bompiani, 1995) mi sono imbattuto nell'estremamente interessante aforisma 763: Sull'avvenire dell'operaio. Gli operai dovrebbero imparare a sentire come soldati . Un onorario, uno stipendio, ma non un compenso! Nessun rapporto fra salario e prestazione ! Si deve invece mettere l'individuo, a seconda del genere in cui rientra , in condizione di fornire il massimo  nel suo campo. Questo aforisma è estremamente interessante anche perché in qualche modo risuona in quanto Giovanni Gentile (che si può presumere non conoscesse il pensiero di Nietzsche) dice a proposito del lavoro degli insegnanti. Egli infatti affermava della relativa retribuzione che dovesse consentire loro di svolgere al massimo della loro competenza il lavoro senza ester...

L'attualità dell'attualismo e la truffa della democrazia (fasulla)

Sto leggendo in parallelo due libri per certi versi molto diversi: La volontà di potenza , la raccolta di frammenti postumi di Friedrich Nietzsche - ordinata dalla sorella assieme a Peter Gast e riproposta in Italia in una nuova edizione nel 1992 a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau -, testo utilizzato pretestuosamente come giustificazione filosofica del nazismo, ma contemporaneamente utilizzato da esegeti del calibro ad esempio di Martin Heidegger nel suo Nietzsche (Adelphi, 1994); e Le due Italie di Giovanni Gentile (Il Mulino, 1998) con cui Gennaro Sasso cerca di mostrare come l'attualismo gentiliano sia una filosofia estranea al fascismo. Dato che circa 25 anni fa avevo sostenuto tesi analoghe nella mia tesi di laurea su Autorità e libertà nel pensiero pedagogico-politico di Giovanni Gentile ero curioso di vedere come conducesse la propria argomentazione Sasso, anche perché se avevo sostenuto (e, mi sembra, provato) che l'attualismo è del tutto alieno al fascism...

Revisionismi ed esagerazioni

Anna Maria Merlo scrive sul Manifesto di oggi (21/02/2013) stigmatizzando la decisione dell'Istituto italiano di cultura di Parigi di dedicare a Giovanni Gentile un seminario alla Sorbona presentando il filosofo come "vittima della guerra civile" e "assassinato da una banda di partigiani". La Merlo da conto di una petizione contro tale seminario che denuncia il clima di "nuovo revisionismo". Tuttavia curiosamente la Merlo accusa la direttrice dell'Istituto, Marina Valensise, di non ricordare, nella propria presentazione, che Gentile, assieme a tutte le cariche assunte all'interno e per il Fascismo, fosse anche "primo firmatario, nel '38, del Manifesto della Razza". In realtà se andiamo a cercare nel Manifesto della Razza, disponibile su vari siti della Rete, vediamo sì comparire tra i firmatari il nome di Gentile, ma non certo tra i primi, ed anzi assieme ad altri nomi come Pietro Badoglio, Piero Bargellini, Vittorio Beonio Br...