Passa ai contenuti principali

Post

Prezzo degli ebook #librinnovando

"Essendo tutto il giorno al banco prestiti" (per citare - a memoria - Virginia Gentilini) seguo Librinnovando ( http://www.librinnovando.it/ ) via twitter tramite hashtag #librinnovando e leggo che Roncaglia sostiene che in futuro gli ebook di livello non costeranno di meno del libro cartaceo. La mia reazione è: continuiamo così, facciamoci del male! E vedremo le case editrici affondare esattamente come hanno fatto le case discografiche. oggi se vado su Amazon e cerco "No shelf required 2" delle edizioni della American Library Association (e perciò presumo un libro di qualità a livello professionale e accademico) scopro che il cartaceo costa € 72,41 e l'ebook € 37,55. Praticamente la metà. Addendum del giorno dopo (perché poi al banco prestito non c'è tutto questo tempo libero): una possibile obiezione è: la previsione è per il futuro e tu parli del presente. Ragioniamo. Se veramente l'ebook prenderà piede, la produzione di libri si sposterà progre...

PLAY/READ/SOCIALIZE @ YOUR LIBRARY

Invitato a parlare di inziative sui videogiochi nelle biblioteche italiane a Biblionext  (19.04.2012), ho portato le seguenti slides: Play read socialize @ your library View more PowerPoint from Francesco Mazzetta In particolare nell'ultima si può leggere una domanda postata da Jenny Levine (nello staff di ALA per l'organizzazione del National Gaming Day , oltre che autrice di diversi saggi sul gaming in biblioteca) che per comodità riporto qui: Question for the group: do you find value in ALA continuing to promote and coordinate National Gaming Day? Does it help your gaming efforts at your library? Do you think it moves gaming forward within the profession? Or are games now like books, and we don't need a special event specifically to promote their use in libraries? Curious to hear your thoughts. Thanks, Jenny Pensate che abbia un qualche valore per ALA continuare a promuovere e coordinare il National Gaming Day? Aiuta il vostro lavoro in biblioteca? Pe...

DI SINDACI, VOLONTARI E VIDEOGIOCHI...

Su AIB-CUR recentemente c'è stata maretta a proposito dell'articolo  Il volontariato della cultura: le piccole biblioteche come luogo del welfare (Repubblica, 3 febbraio 2012 < http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/03/il-volontariato-della-cultura-le-piccole-biblioteche.html >) dove il giornalista Francesco Erbani attribuiva ad Antonella Agnoli l'opinione che una biblioteca possa essere gestita esclusivamente da volontari. In particolare vi si scriveva: «I volontari sono indispensabili», spiega Antonella Agnoli, «i bibliotecari dipendenti dagli enti locali sono sempre meno e sempre più anziani. Sono generosi e competenti, senza di loro una biblioteca non funziona, ma ce ne sono anche di demotivati. Assunzioni non se ne fanno. Subentrano le cooperative, ma alcune pagano 5 euro l' ora, un compenso da sfruttamento che non induce a un atteggiamento cordiale e garbato, essenziale invece in una biblioteca: molto meglio i volontari» ...

Esperienze nella certificazione della qualità in ambito bibliotecario

Slide con esperienze pratiche e modelli e tecniche per la qualità in biblioteca preparate per il seminario AIB "Quale qualità per le biblioteche?" ( http://www.aib.it/struttura/sezioni/2012/15912-quale-qualita-per-le-biblioteche/  Piacenza, 27.02.2012)) a cura di: - Claudia Antonini (Biblioteca dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna), - Luciana Sacchetti (Biblioteca del Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Università di Bologna), - Francesco Mazzetta (Biblioteca comunale di Fiorenzuola d'Arda). Biblioteche Bologna e Modelli e tecniche View more PowerPoint from Francesco Mazzetta

Parlare a lettore perché bibliotecario intenda

Aprendo il libro di Stefano Parise  Dieci buoni motivi per andare in biblioteca (Bibliografica, 2011) mi sono un po' sorpreso di trovarmi di fronte dei racconti. Che Parise, dissimulandosi in una collana di agili guide sulla biblioteca, abbia delle velleità letterarie?  Il primo racconto,  La biblioteca è tua, la biblioteca è per te , che mette in scena un gruppo di giovanissimi che disquisiscono su quanto o meno sia interessante ed utile la biblioteca sembra negare tali velleità: il dialogo è legnoso ed improbabile come sono la maggior parte dei dialoghi inventati da scrittori non professionisti. Ecco così che rassicurato sulla sostanziale biblioteconomicità (e non letterarietà) dell'opera mi accingo al secondo (pseudo?) racconto:  In biblioteca si legge . BUM! Colpo allo stomaco quando meno te lo aspetti.  In biblioteca si legge è bello fino alle lacrime. La storia di una ragazza che si è sempre disinteressata di libri e di letture fino alla prec...

Bibliotecari aristocomunisti?

Il libro di Luca Ferrieri, per quanto s'intitoli  La lettura spiegata a chi non legge  (Editrice Bibliografica), meglio avrebbe fatto ad intitolarsi  La lettura spiegata a chi legge se non, addirittura,  La non lettura spiegata a chi legge . A parte infatti che le sue digressioni colte sulle letture, svolte attraverso ardite ed argute giravolte argomentative mentre ci viene fatto piroettare davanti uno stuolo di dotte citazioni e riferimenti bibliografici, difficilmente potrebbero appassionare o anche solo interessare un "non lettore". Ma questo, tutto sommato, è comprensibile ed accettabile. Quale astemio -  mutatis mutandis - potrebbe sinceramente interessarsi o addirittura appassionarsi ad un libro sui piaceri del vino? Di più: all'offerta di una raffinata selezione di vini? Considerando dunque che i libri sono per definizione fatti per i lettori, perché il gioco retorico d'immaginarne uno, tanto più uno denso di riferimenti letterari e perciò ...

Bibliotecario: organizzatore, docente, istruttore, consulente

Qualche riflessione su  Information literacy in biblioteca Il volume di Laura Ballestra,  Information literacy in biblioteca  (Bibliografica, 2011), mi consente di ritornare sul tema "bibliotecario/consulente" già esaminato a proposito del volume  The librarian as information consultant  ( http://ossessionicontaminazioni.blogspot.com/2012/01/reference-librarian-vs-information.html ). Benché il focus dei due libri sia (ovviamente) diverso, trovo spunti maggiormente interessanti nel testo della Ballestra anche sul tema analizzato dalla Murphy. Mentre la Murphy riduce tutto il reference ad un unicum trasferendolo in ambito consulenziale, la Ballestra chiarisce esserci livelli diversi di reference e che se tutti hanno in qualche modo a che fare con l' information literacy  non è né necessario né desiderabile trattarli tutti allo stesso modo da un punto di vista organizzativo. Il livello della "consulenza" esiste, deve esistere, ed è il livello più...